Il 2010 del Papa in mille parole

di John Thavis | 29 dicembre 2010 http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=261

Così il Catholic News Service – la maggiore agenzia di stampa cattolica del mondo – ha riassunto i dodici mesi appena trascorsi in Vaticano.

Ogni anno, a dicembre, compilo per l’annale de Il Regno (ma lo mando anche ad altre testate o singoli colleghi che mi chiedono di anticiparglielo), un «panorama» ragionato dell’attività del papa e della Santa Sede nei dodici mesi appena trascorsi: venti-trenta cartelle, un notevole (e apprezzato, a quanto pare) sforzo di sintesi. Ecco qua il collega John Thavis, responsabile dell’ufficio del Catholic News Service (la maggiore agenzia di stampa cattolica del mondo) a Roma, fare altrettanto, con mirabile essenzialità, in due-tre cartelle: che volentieri propongo su Vino Nuovo in una mia (frettolosa) traduzione come «preso in rete» di fine anno. (Guido Mocellin)

Papa Benedetto XVI non potrà che ricordare il 2010 come l’anno in cui è stato messo in discussione il sacerdozio e come a un tempo di tribolazione per le minoranze cristiane.
Le due questioni emergono fra le molte occupazioni e attività del papa negli ultimi dodici mesi, che hanno visto l’ottantatreenne pontefice fare cinque viaggi all’estero, pubblicare documenti sulla Bibbia e sulla nuova evangelizzazione, e parlare apertamente, con uno sguardo a 360 gradi, in un libro-intervista.

Le rivelazioni delle violenze sessuali tra il clero, in particolare in Irlanda, Belgio e Germania, hanno pesato sul papa lungo tutto l’anno. In una lettera ai fedeli irlandesi, a marzo, egli ha personalmente chiesto perdono alle vittime di tali violenze e ha annunciato nuovi passi per sanare le ferite dello scandalo, compresi un’inchiesta vaticana e un anno di penitenza e riparazione.
In successivi momenti dell’anno, il papa si è incontrato con alcune vittime di tali violenze a Malta e in Gran Bretagna, e ha parlato più volte della necessità di affrontare il problema con più trasparenza. Ha inasprito i provvedimenti (alcuni li aveva raccomandati egli stesso anni fa, quando era cardinale) attraverso i quali la Santa Sede fronteggia i casi di preti violentatori.
Al momento di concludere l’anno sacerdotale, in giugno, il papa ha detto che le rivelazioni delle violenze sono da considerare per il sacerdozio come un «compito di purificazione». D’altro canto ha insistito che la Chiesa ha un permanente bisogno di ministri ordinati, dicendo che tale ministero è insostituibile, e difendendo con forza il celibato sacerdotale come norma per la Chiesa d’Occidente.

Nel corso dell’anno, papa Benedetto ha rivolto una sempre maggiore attenzione alla sorte delle minoranze cristiane nel Medio Oriente e in Asia. Ha convocato per due settimane, in ottobre, un Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente, e si è recato in viaggio a Cipro in giugno per sottolineare la sua sollecitudine verso le comunità ecclesiali della regione.
Gli attacchi alle chiese in Iraq hanno suscitato ripetuti appelli del papa alla comunità internazionale e al governo iracheno, in particolare dopo un attacco dinamitardo a una chiesa di Baghdad alla fine di ottobre, che ha causato più di cinquanta morti.
Il papa e i suoi collaboratori hanno anche parlato spesso della necessità di difendere le minoranze cristiane dalla discriminazione e dagli attacchi materiali in vari altri paesi, come India, Pakistan e Indonesia. Ha dedicato al tema della libertà religiosa il Messaggio per la giornata della pace 2011, pubblicato il 15 dicembre, dicendo che nel mondo di oggi i cristiani soffrono per le persecuzioni più di ogni altro gruppo religioso.
Oltre che a Cipro, i viaggi nel 2010 hanno portato il papa in Portogallo, Spagna, Malta e Gran Bretagna. Qui, dove il papa ha beatificato il card. John Henry Newman (teologo del XIX secolo, convertito dall’anglicanesimo), la sua visita ha suscitato interesse e riflessioni, accanto ad alcune proteste.

Un tema ricorrente in tutti i viaggi del papa è stato la necessità che la Chiesa aiuti a riscoprire la presenza di Dio nella vita personale e in quella sociale. Ha ammonito gli occidentali a non continuare ad allontanarsi dal cristianesimo e dalla fede in generale.
Per essere di aiuto nel contrastare questa tendenza, ha istituito in giugno il Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, con il compito di ri-evangelizzare i paesi tradizionalmente cristiani. Ha annunciato che la «nuova evangelizzazione» sarà il tema del prossimo Sinodo dei vescovi, nel 2012.
In novembre il papa ha pubblicato il suo documento conclusivo del Sinodo del 2008 sulla Bibbia. Intitolato Verbum Domini («La Parola del Signore»), è un’esortazione a un migliore utilizzo della Bibbia nella Chiesa, a ogni livello.
Papa Benedetto ha anche utilizzato la Scrittura come ponte nel dialogo con gli ebrei, citando i Salmi e altri libri dell’Antico Testamento nel corso di una visita fatta in gennaio alla principale sinagoga di Roma.

Il papa ha presieduto nel 2010 più di 50 importanti liturgie, compresa una messa in ottobre in cui ha proclamato sei nuovi santi. Tra i canonizzati figurava santa Mary MacKillop, educatrice dei bambini poveri dell’interno dell’Australia alla fine del XIX secolo; è divenuta la prima santa australiana.
Il papa ha anche nominato 24 nuovi cardinali, e ha imposto loro la porpora nel corso di un concistoro in Vaticano, in novembre. Tra loro due americani, il card. D.W. Wuerl di Washington e il card. R.L. Burke, prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica.
Uno dei nodi più difficili tra gli affari interni della Chiesa all’ordine del giorno del papa nel 2010 è stato la riforma dei Legionari di Cristo, dopo che si è saputo che il fondatore dell’ordine, lo scomparso padre Marcial Maciel Degollado, messicano, ha generato dei figli e si è reso responsabile di violenze sessuali su dei seminaristi. Dopo un’inchiesta della Santa Sede, il papa ha nominato un delegato alla guida dell’ordine, il quale ha annunciato che la riforma avrà bisogno di diversi anni per arrivare a compimento.

A novembre, il Vaticano ha pubblicato un libro-intervista con papa Benedetto intitolato Luce del mondo. Il papa, la Chiesa e i segni dei tempi. È subito divenuto un best-seller, anche perché il papa ha «parato» tutte le domande che il giornalista tedesco Peter Seewald gli ha lanciato, e ha parlato un linguaggio insolitamente diretto.
I rilievi del papa sull’uso del profilattico si sono guadagnati i titoli dei giornali di tutto il mondo. Pur continuando a ribadire che i profilattici non sono una risposta all’epidemia di AIDS, ha riconosciuto che in particolari circostanze, ad esempio quella di una prostituta che cerca di ridurre il rischio di infezione, usare un profilattico può rappresentare un passo in direzione di una maggiore consapevolezza morale.
Nel libro, il papa dice che la principale missione della Chiesa in questo mondo ferito è risvegliare le coscienze e condurre le persone all’incontro con Cristo, in modo che l’umanità possa rispondere a quei problemi globali che altrimenti condurranno alla catastrofe ambientale, biologica e morale.

Il 2010 del Papa in mille paroleultima modifica: 2010-12-29T18:04:07+01:00da borgosotto
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