I miei auguri inquieti per il nuovo anno

di Aldo Maria Valli | 31 dicembre 2010 http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=265

Mazzolari scriveva che le più belle pagine della Chiesa sono sempre state scritte da anime inquiete e che se fra i cattolici si spegne l’inquietudine c’è il rischio che si spenga anche lo spirito.

Quando il mio parroco, per prendermi in giro, mi chiede come faccio a restare cattolico pur facendo il vaticanista e quindi occupandomi da vicino del Vaticano, di solito gli rispondo che anche dentro i sacri palazzi c’è tanta gente che lavora per il Vangelo con fedeltà e fede sincera. Devo dire però che alcuni fatti avvenuti sul finire del 2010 hanno messo a dura prova anche la mia fiducia. Il primo fatto risale a ottobre ed è la dichiarazione di monsignor Fisichella secondo il quale, dopo la bestemmia pronunciata dal presidente del Consiglio, “bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose”. Il secondo fatto risale a dicembre ed è l’intervista con la quale il cardinale Camillo Ruini, al Corriere della sera, fa l’elogio della stabilità politica e dice che essa è “un bene per il Paese”, senza però occuparsi di altri beni che, almeno in via teorica, dovrebbero stare molto più a cuore a un pastore di santa romana Chiesa, quali, che so, la giustizia sociale, la legalità, la moralità dei politici, la lotta alla disoccupazione giovanile.

Questa Chiesa così intimamente collegata alla politica da rendere invisibile il confine fra l’una e l’altra, questa Chiesa che parla come la politica cadendo nelle stesse furberie e nelle stesse ambiguità, questa Chiesa che discetta di governi e governabilità senza spendere una parola sulle ingiustizie e i cattivi esempi, questa Chiesa che anziché cacciare i mercanti dal tempio chiede di avere comprensione e di “contestualizzare”, secondo me non dà una testimonianza ma una contro testimonianza evangelica. E come si fa poi ad andare dai nostri giovani a chiedere di avere fiducia nei pastori e di non lasciarsi condizionare dal laicismo? Come si fa poi a continuare a chiedere di avere fiducia nella Chiesa e di non farsi prendere dalla tentazione del “credere senza appartenere”?

Certe domande mi prendono anche quando, in occasione degli incontri della Cei, vedo arrivare alcuni vescovi a bordo di auto blu con i vetri oscurati, proprio come fanno i politici. Si dirà: sono dettagli privi di importanza. No e poi no. Questi sarebbero pastori? Ma dove vivono? E come fanno a condividere le sorti, i sogni, le sofferenze, le delusioni, le tensioni, le paure e le speranze del gregge che è loro affidato se vanno in giro blindati?

Lo so, adesso scatterà contro di me l’accusa di qualunquismo. Pazienza. Credo comunque che sia dovere dei laici cattolici mettere il dito in certe piaghe, come le avrebbe chiamate Rosmini. Parafrasando don Primo Mazzolari e il suo Anch’io voglio bene al papa, potrei dire che anch’io voglio bene alla Chiesa. Anzi, è proprio perché le voglio bene che certe storture mi fanno soffrire. Lo stesso Mazzolari scrive che le più belle pagine della Chiesa sono sempre state scritte da anime inquiete e che se fra i cattolici si spegne l’inquietudine c’è il rischio che si spenga anche lo spirito. E allora per il nuovo anno, fra cattolici, l’augurio sia di inquietarci sempre di più!

I miei auguri inquieti per il nuovo annoultima modifica: 2010-12-31T10:30:31+01:00da borgosotto
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