Caso Ruby. Le parole di suor Bonetti a Roma

di redazione MissiOnLine, http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=3257

Due religiose che lavorano con le vittime di tratta alzano la voce, con coraggio, contro l’umiliazione delle donne da parte di politici e mass media.

Il «caso-Ruby» scuote l’Italia. E anche MissiOnLine sente il dovere di intervenire, con un’attenzione non agli aspetti penali o mediatici della vicenda (su cui molto ci sarebbe da riflettere), ma sui rivolti educativi e culturali.
In ossequio alla sua specificità, MissiOnLine propone due lettere aperte di altrettante religiose – suor Rita Giaretta, della Comunità Rut di Caserta e suor Eugenia Bonetti, responsabile dell’Ufficio “Tratta donne e minori” dell’Usmi – che si battono contro la tratta delle donne e che propongono riflessioni provocatoria e coraggiosa.

AGGIORNAMENTO: CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DI SUOR EUGENIA BONETTI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 13 FEBBRAIO A ROMA

Per dare seguito a queste parole e prendere carico realmente della questione della dignità della donna violata quotidianamente sulle nostre strade ti invitiamo a leggere il libro SCHIAVE, che suor Eugenia ha scritto insieme ad Anna Pozzi, giornalista di Mondo e Missione per le Edizioni San Paolo (294 pagine, 18 euro). Clicca qui per saperne di più.

I MATERIALI PRECEDENTI

Qui trovi la lettera di suor Rita

Qui trovi la lettera di suor Eugenia

Per non moltiplicare parole inutili su questo caso, facciamo nostre anche le riflessioni di un gruppo di politici di ispirazione cristiana.

«Per chi fa politica la dimensione pubblica non è un accidente o un qualcosa di totalmente separato dalla propria esperienza di vita (anche privata), tanto quanto per chi si definisce credente la testimonianza quotidiana non può essere separata dalle proprie abitudini di vita, anche privatissime. Non si tratta di ergersi a giudici di nessuno; per questo esiste la magistratura nella città terrena e il buon Dio in quella celeste. Il punto è un altro: il patrimonio morale e culturale di un popolo o di una nazione non sono indipendenti dal comportamento e dalle abitudini di chi in essi riveste ruoli di responsabilità, a qualsiasi livello. Il Vangelo non è tenero con chi si definisce cristiano e rischia di recare scandalo, ovvero di offrire una testimonianza dissonante e contraria rispetto a quanto proclama o afferma di credere: meglio che si leghi una macina al collo e si getti nel mare».

Ancora: «La rilevanza penale di un comportamento è fondamentale per il giudizio terreno di chi è investito del compito di vigilare sul rispetto delle leggi, ma le conseguenze morali e culturali di ogni nostro comportamento vanno oltre il codice penale e toccano elementi più profondi e radicali quali l’ethos collettivo e la possibilità di indicare criteri per vivere una vita buona. La grave preoccupazione per l’emergenza educativa che ha spinto i vescovi italiani a dedicare un intero decennio della comunità cristiana proprio al tema della trasmissione dei valori, suona purtroppo come profetica: quali modelli offriamo ai giovani? Quali prospettive educative si aprono di fronte ai più piccoli? Che cittadini stiamo formando? Sono domande che, se guardiamo a quello che sta accadendo in questi mesi, rischiano di condurci attraverso riflessioni colme di smarrimento se non di angoscia».

Per leggere il testo completo della Lettera aperta e conoscere i nomi dei firmatari clicca qui

Caso Ruby. Le parole di suor Bonetti a Romaultima modifica: 2011-02-18T21:06:19+01:00da borgosotto
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