La lezione di Mondonico (rassegna stampa cattolica)

di Guido Mocellin | 19 giugno 2011 http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=468

In un momento non esaltante per il calcio una bella riflessione sulla preghiera a bordo campo di un allenatore che sta lottando con un tumore

Continua una certa «magra» nelle notizie religiose sui giornali italiani: anche questa settimana, come due settimane fa (di quella scorsa non ho potuto raccogliere i dati), pochi titoli complessivi, 111 in sei giorni, e molti argomenti, 52, a dire di una grande dispersione dell’attenzione (mediamente, due titoli per ciascun argomento).

L’unico tema che esercita una certa attrattiva è l’influsso delle gerarchie ecclesiastiche e degli elettori «cattolici» sull’esito dei referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento: ma 35 titoli più quelli di Avvenire (tra i quali il titolo dell’editoriale di martedì 14, «La macchina delle sberle», si guadagna una meritata popolarità: 9000 ricorrenze, solo a «googlarlo») rimangono assai pochi, a fronte dell’impatto complessivo della nuova consultazione elettorale sulla vita del paese.

 

Ancora una volta, la «magra» fa la fortuna degli editori (perlopiù i grandi editori laici) che pubblicano libri di argomento religioso: 15 di quei 111 titoli parlano di altrettanti libri, dal dizionario La Mente, della Treccani, che ha affidato al prof. Melloni la voce «Neuroteologia», a Blasfema, di Asia Bibi (Mondadori), edizione italiana dell’autobiografia raccolta da Anne-Isabelle Tollet, fino a Benvenuti al ballo della vita, di don Giulio Dellavite (ancora Mondadori), dialogo – scrive Cazzullo sul Corriere della sera il 13 – tra quotidianità e Vangelo.

Così, in questa rete settimanale mi è rimasto alla fine impigliato solo un brano di un’intervista di Tony Damascelli all’allenatore dell’Albinoleffe, Emiliano Mondonico, colpito da un tumore. È uscita su Il Giornale del 15 giugno ed è un’intervista drammatica: potrebbe persino apparire, come si dice, calcata, a effetto. Ma non conosco l’autore, che pure è collega assai navigato, e non vorrei che l’aver appreso dal web che era «amico di Moggi», a me che sono tifoso del Bologna, avesse creato qualche pregiudizio: Giove Eupalla (come chiamava Brera il dio del calcio) ha infatti posto eterna inimicizia tra la mia squadra e la sua (di Moggi) squadra. Mentre non posso escludere che Damascelli sia amico fraterno di Mondonico e che scrivere questo pezzo gli sia costato tantissimo.

Calcata o meno che sia, l’intervista contiene una parola di fede di Mondonico che mi ha molto colpito, quando dice: «ho pregato che (Dio) mi aiutasse a vincere una partita, poi mi sono chiesto: ma se aiuti me allora fai perdere il mio avversario, che Dio della giustizia sei? Ero io che dovevo vincere, io soltanto». Sarà che qualche sera fa ho ascoltato Salvatore Natoli, Piero Stefani e Carlo Galli dialogare su «Non ti farai idolo né immagine. Non nominare il nome di Dio invano» (presentavano due dei titoli che Il Mulino ha recentemente dedicato al Decalogo) e ragionare su quei comandamenti in termini non poi tanto dissimili; sarà che Mondonico mi è sempre stato simpatico, e la prova che sta attraversando mi fa più attento a ciò che dice… ma quelle sue parole mi sono sembrate una lezione su cosa vuol dire laicità. E insieme su come si prega. Una lezione da tenere assai cara.

La lezione di Mondonico (rassegna stampa cattolica)ultima modifica: 2011-06-20T13:46:00+02:00da borgosotto
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