Chiesa e politica: cattolici uniti nel silenzio?

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Il sostegno che i vertici della Chiesa continuano a dare a Berlusconi è non solo uno scandalo, ma sta sfiorando l’incomprensibile. Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: “Ora basta”?…

… Diceva Ilario di Poitiers all’imperatore Costanzo, nel IV secolo dC: “Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro”.
 
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La chiesa cattolica ha interessi politici e sociali di prima grandezza in Italia, e il Concordato è lo strumento di mutua protezione che stato e chiesa si sono dati e hanno rinnovato, nella Costituzione del 1948, per mantenere la pace religiosa.
Tra le macerie culturali e istituzionali lasciati dal berlusconismo, vi è anche la comprensione dell’importanza politica di quel patto. Ne è testimone la ripetuta domanda retorica di quanti si indignano per la scarsa indignazione dei cattolici verso Berlusconi: «Ma la chiesa, che fa di fronte a Berlusconi?»…
Leggi tutto: Bunga bunga e silenzi cattolici di Massimo Faggioli

Il mondo cattolico in queste settimane rivela un attivismo inedito: qualcosa che non si avvertiva da una ventina d’anni. È il fermento di chi scruta le crepe nell’iceberg del berlusconismo. Cerca di calcolare le accelerazioni che il disgelo potrebbe provocare. E spera di intercettarne e filtrarne la forza, senza esserne travolto. Di nuovo, si tratta di affrontare una fase di transizione.

… Oltre gli «schematismi», il problema è più profondo, considera: «La fine della Dc e quindi del partito prevalente dei cattolici ha reso più evidente che i cattolici sono in ogni schieramento», ma oggi il problema è quello «della loro visibilità ed efficacia». Di qui la richiesta di impegno, non solo politico: «Lo sforzo è arginare la tendenza negativa che riduce il cristianesimo a una subcultura, mette in pericolo la stessa tradizione della fede e impoverisce il Paese». Però c’è ancora da lavorare, riflette lo storico (e fondatore di Sant’Egidio) Andrea Riccardi: «Io credo che questo mondo debba muoversi con i suoi tempi, che non sono lentissimi ma neanche quelli delle cronache di una politica solo urlata»…
Leggi tutto: L’IDEA DI RIPARTIRE DA UNA RETE BIANCA di Gian Guido Vecchi

… La questione è molto chiara e va posta senza ambiguità: l’associazionismo cattolico deve aggregarsi per darsi un progetto politico che affronti l’emergenza civile del Paese. Queste organizzazioni hanno milioni di iscritti e hanno formato classi dirigenti presenti e rispettate nelle realtà locali. È una ricchezza importante per il Paese che non chiede di essere schierata contro nessuno, ma può essere richiamata all’alto compito civile di operare per costituire il nucleo di una più lunga alleanza, aperta a tutte le energie disponibili a porsi al servizio dello Stato democratico e laico della Costituzione.

È la risposta necessaria che si deve dare per contrastare la condanna al declino, per recuperare il nostro giusto posto in Europa, per riconquistare le condizioni di unità sociale e morale della nazione…
Vedi anche il nostro precedente post:

Chiesa e politica: oggi è ancora lecito sognare?

Chiesa e politica: cattolici uniti nel silenzio?ultima modifica: 2011-09-24T15:29:39+02:00da borgosotto
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