Enzo Bianchi: come reagire al degrado ecclesiale?

POMPEO PIANEZZOLA, Libro d'orohttp://sperarepertutti.typepad.com/sperare_per_tutti/

JESUS, Marzo 2012
di ENZO BIANCHI

Come reagire a quanto sta succedendo nella chiesa, in questi ultimi tempi in modo più manifesto di prima? Lamentarci? Già fatto. Denunciare? Pure, sempre cercando di non offendere la carità né di nominare il “peccatore”! Forse, si tratta di fare anche di questi momenti un’occasione per vivere il vangelo e per continuare ad amare la chiesa anche qualora si dovesse concludere che essa è irreformabile perché impermeabile al Vangelo…

Enzo Bianchi, sulle pagine di Jesus, sta portando avanti un’articolata riflessione sulla vita ecclesiale italiana. Questo mese, il priore di Bose dà voce a interrogativi che appartengono a molti, preoccupati e sdegnati per episodi che fanno parte di una cronaca ormai consueta.

In questi anni abbiamo osservato il deterioramento che avveniva sotto i nostri occhi: dalla calunnia e la critica feroce attizzate in un sottobosco infido alimentato da blog e giornalisti compiacenti alle diverse fazioni, fino alla denigrazione di uomini e donne che avevano il solo torto di essere leali, non adulatori, non ricercatori di potere e di appoggi nelle diverse curie ecclesiali. Abbiamo notato anche che al grido di alcuni – tra cui lo stesso cardinal Ratzinger a partire almeno dalla Via Crucis celebrata alla vigilia della morte di Giovanni Paolo II – che denunciavano il malessere ecclesiale, il carrierismo, l’avidità del denaro e del potere seguiva subito dopo una serie di eventi che fornivano motivazioni a quei lamenti e a quelle denunce.

Non c’è solo un’analisi, c’è anche una diagnosi della radice di questo stato di cose e un’indicazione su come guardare oltre.

Il degrado della vita ecclesiale è anzitutto abbandono dell’ascolto della Parola di Dio, uscita dalla postura salvifica dell’ascolto, nella quale si raccoglie tutta l’esistenza della chiesa e da cui solo può procede ogni suo atto di parola. Ma il primato della Parola di Dio è tale non solo quando è alla base della predicazione e della parola magisteriale della chiesa, ma anche quando regola e corregge il parlare intraecclesiale, quando diviene ascesi della parola nella chiesa per costruire una comunicazione “evangelica” che sfugga alle doppiezze, alle menzogne, alle manipolazioni, alle adulazioni. La schiettezza, la parresía, la trasparenza e anche la condivisione della parola, la dimensione comunitaria e collegiale della parola, sono la risposta ecclesiale alla Parola di Dio che cerca comunione e la crea convertendo il parlare umano sull’esempio di Gesù, di cui la gente diceva: “Mai un uomo ha parlato così” (Gv 7,46).

Di Gesù, si diceva anche: “Ha fatto bene ogni cosa” (Mc 7,37). All’ascolto della Parola di Dio si affianca il guardare l’agire buono, veramente magisteriale, di molti, moltissimi cristiani anonimi e senza ribalta mediatica, che sono chiesa santa di Dio anche se nascosta come ceppo in terra arida. Ci sono i martiri, i cristiani perseguitati, ci sono uomini e donne che si alzano al mattino per lavorare, che faticano a mettere al mondo figli e a mantenerli, ci sono persone che quotidianamente spendono se stesse piegandosi sui loro fratelli sofferenti con amore, ci sono tanti cristiani che soffrono intimamente per la propria inadeguatezza a essere conformi al Vangelo, ma tutti costoro non fanno notizia, nessuno li discerne e li osserva, nessuno li ascolta…

Del resto, non è accaduto già così a quell’ “ebreo marginale” che fu Gesù di Nazaret? Chi si è accorto di lui durante la sua vita? Chi si è interessato della sua vicenda intessuta solo di amore e di servizio fedele ai fratelli? Solo poche decine di discepoli in mezzo a una folla che accorreva a lui solo per avere del pane e assistere a qualche miracolo…

Leggi il testo intregrale dell’articolo di Enzo Bianchi sul sito di Bose.

Enzo Bianchi: come reagire al degrado ecclesiale?ultima modifica: 2012-03-03T18:55:26+01:00da borgosotto
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